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Ci fidiamo delle assicurazioni? [L'assicuratore risponde]

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Ci fidiamo delle assicurazioni? [L'assicuratore risponde]

(Articolo pubblicato su CamperLife - Marzo 2016)

Alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni, c'è sempre più sfiducia nei confronti delle banche. La domanda allora nasce spontanea: le compagnie assicurative sono solide e stabili?

Sono realmente preoccupato per la stabilità bancaria. Nell'ultimo periodo in particolare non sappiamo più come identificare la nostra banca di fiducia. Riflettendo su quest'argomento, mi sono chiesto se le Compagnie di Assicurazione subiscano dei controlli e se siano realmente solvibili nei confronti dei loro clienti. Può chiarirmi le idee? Lettera firmata

La stabilità finanziaria riveste un ruolo fondamentale nel contesto dell'economia in generale. Migliaia di piccoli e medi risparmiatori italiani hanno visto sparire i propri risparmi a causa del recente crack di quattro istituti di credito nostrani e del seguente decreto Salva-Banche varato dall'attuale Governo. La fiducia dei consumatori nei confronti degli istituti finanziari è ai minimi storici, di conseguenza si fa sempre più spazio tra la popolazione un quesito: come faccio a riconoscere l'impresa più sicura a cui affidare i miei risparmi?

Il mondo delle Imprese Assicurative è dissimile rispetto a quello delle Banche, anche se entrambe sono accomunate dalle funzioni di previdenza e capitalizzazione. Le direttive che regolano questo universo sono sempre più orientate verso principi di trasparenza e chiarezza nei confronti della clientela. Una delle più recenti normative in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e riassicurazione è rappresentata dalla Direttiva dell'Unione Europea del 2009 chiamata Solvency II.

Questa direttiva si presenta come una riforma radicale, non abbracciando più le sole metodologie di calcolo del requisito patrimoniale ma riguardando anche l'intero sistema di vigilanza prudenziale. Gli obiettivi di tale riforma possono, in questo modo, essere riassunti all'interno di un'ottica di grande trasparenza, di miglioramento della tutela degli assicurati e di maggiore integrazione del mercato unico europeo delle assicurazioni. Solvency II, grazie all'introduzione di nuove regole, consente alle compagnie di determinare con maggiore precisione i rischi assunti, costringendole a elaborare un sistema di risk management (in modo che la compagnia nella fase di assunzione sia sicura di poter fronteggiare i rischi).

Grazie anche alla presenza di riserve matematiche, l'impresa deve essere in grado di onorare i suoi obblighi nei 12 mesi successivi. In più un nuovo requisito di solvibilità ha portato all'inserimento di un livello minimo di sicurezza al di sotto del quale non deve scendere l'importo delle risorse finanziarie dell'impresa. Inoltre, la maggior parte delle compagnie di assicurazione italiane si è sottoposta a dei test preventivi che hanno sfruttato i principi di Solvency II riuscendo a mantenere un livello soddisfacente e leggermente superiore alla media europea.

I parametri utilizzati da Solvency II sono legati alla “solvibilità delle compagnie di assicurazioni”, ovvero alla capacità che hanno le Imprese Assicurative di far fronte a tutti gli impegni finanziari in qualsiasi momento. Le “gestioni separate”, ad esempio, sono improntate a un esercizio molto più contenuto del rischio e diversificano notevolmente gli investimenti. Per di più gli strumenti utilizzati sono titoli obbligazionari denominati in Euro ed emessi da Stati Sovrani o Organismi Sovranazionali, che offrono un rendimento minimo garantito. È necessario quindi che il cliente ponga la propria attenzione, prima che sul premio, sulla stabilità e sicurezza che l'impresa può e deve offrire, oltre alle condizioni generali dei contratti che vuole stipulare.

Per informazioni contattatemi tramite la redazione di Camperlife oppure scrivendo alla mia mail personale etoninelli@agenzietoninelli.it.

Eleonora Toninelli

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